Tutti pazzi per EZ

Tutti pazzi per EZ

  • redazione
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Per i devoti è soltanto EZ. E di devoti ne ha tanti, sparsi per il mondo. Elizabeth Zimmermann è la designer e studiosa di maglia che ha regalato ai knitter la libertà di lavorare seguendo la propria creatività.

Liberi da schemi, da modelli, liberi dagli imperativi dei designer. Liberi da regole complicate e incomprensibili. La cosa non è affatto scontata oggi, figuriamoci nel 1958 quando EZ fondò nel Wisconsin, nei locali di una scuola in disuso, la sua celebre Schoolhouse Press, attiva ancora oggi grazie all’impegno della figlia Meg Swansen. Lì Ez mise a punto tecniche, ha insegnato, ha scritto articoli, libri, ha tenuto i famosi knitting camp. E ha divulgato il suo metodo che ha rivoluzionato l’approccio alla maglia. EZ ha sostenuto e diffuso l’uso dei ferri circolari liberando il popolo delle magliaie dalla rigidità dei ferri dritti che si «impugnavano» sotto le ascelle. Ma soprattutto ha messo a punto il metodo EPS (Elizabeth’s Percentage System) che permette di calcolare da una semplice formula matematica le proporzioni di un capo adattandolo alla propria vestibilità e al proprio estro creativo. Oggi il metodo EPS è usato da knitter e designer.

Ez aveva una mente matematica, e creativa allo stesso tempo. La stessa costruzione dei suoi modelli è una sorpresa continua. Il Surprise Jacket ad esempio è una giacca che si «compone» soltanto una volta finita, piegandola ai suoi lati: lavorarla è una vera prova di fiducia!Un’altra invenzione di EZ è stato il Pi-Shawl, lo scialle di pizzo a forma di cerchio perfetto la cui costruzione è una delicato equilibrio di regole geometriche e di aumenti. Insomma, una ventata di libertà. D’altra parte leggenda vuole che Elizabeth fosse capace addirittura di knittare in moto, comodamente seduta dietro mentre il marito guidava…

In quegli anni affermarsi nel mondo della moda non era facile per una donna americana, a maggior ragione per lei, inglese scappata dal suo paese alla vigilia del conflitto mondiale a causa di un cognome tedesco (quello del marito), e che aveva imparato la maglia dalla mamma, dalla zia e dalla tata svizzera, respirando quindi altre tradizioni. La sua carriera americana invece fu intensa: libri, tra cui Kniting Workshop e Knitting without Tears, nei quali lei racconta molto di sè; poi articoli su Vogue e Woman’s Day, video, e la serie di lezioni alla televisione americana su come lavorare a maglia la resero ancora più popolare. Era ironica e arguta, inseriva nei libri opinioni, riflessioni, note autobiografiche.

In Italia Elizabeth è stata introdotta grazie all’opera di divulgazione di due grandi esperte zimmermiane: Alice Twain e Donna Lynne Galletta. Moltissime knitter lavorano oggi seguendo gli insegnamenti di EZ grazie a queste due studiose che tengono periodicamente workshop su di lei. Di EZ si parla in queste settimane anche perchè si avvicina il raduno italiano organizzato dall’associazione Knitviktim, che si terrà a Firenze (13-15 settembre Educatorio del Fuligno, via Fenza 48) e al quale parteciperà la figlia di EZ, Meg Swansen, con due workshop sull’Eps e sulla lavorazione a due colori (info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Meg è a sua volta una grande signora della lana. Ha raccolto il testimone dalla madre diventando custode del patrimonio di conoscenze, scritti, tecniche, ricordi di EZ. E’ designer, pubblica una rubrica su Vogue Knitting, dirige la Schoolhouse Press che ha anche una versione on line.

Elizabeth Zimmermann, Meg Swansen, Schoolhouse Press, KnitViktim, Raduno EZ Firenze 2019