Il knitting... meditare con le mani

Il knitting... meditare con le mani

  • Sferruzzo libero

Ho ripreso i ferri da maglia cinque anni fa. Cercavo un po’ di creatività come antidoto allo stress. Il knitting era una specie di mantra che mi riportava a quando ero bambina e a scuola si imparava anche a cucire e a sferruzzare.

Così ho iniziato un maglione per mio marito. L’ho finito soltanto due anni dopo. Ma nel frattempo avevo scoperto un mondo. Un mondo che mi portava ogni volta a esplorare aspetti solo apparentemente lontani. Perchè quando scegli una matassa ti informi da quale paese viene, e poi da quale animale, e se questo animale è stato trattato bene, come è stato tinto il filato, chi lo produce, come viene  distribuito, quali economie ha messo in moto questo processo, le ripercussioni sugli allevamenti, e infine anche gli adattamenti sociali che ha generato… Sembra incredibile, eppure in un gomitolo c’è tutto questo. Così insieme alla tecnica del knitting mi sono appassionata anche alla storia della lana. E amo soprattutto le storie di chi, sulla lana, costruisce il proprio lavoro, spesso di nicchia, o la propria arte, da troppi purtroppo sminuita al livello «della solita calzetta». Per me sono piccoli grandi eroi di frontiera. E moltissime sono donne. Sono le designer ma anche le allevatrici,  le filatrici, le tintore, le pastore, le sferruzzatrici seriali, le maestre.

A loro, le donne della lana, e alla loro sfida è dedicato questo blog.
Grazie a Donna Lynne Galletta, perchè i suoi insegnamenti hanno messo in moto tutto.
Grazie a mio marito Maurizio, perchè quel maglione lo ha indossato.

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